Le cose non possono andare più in questo modo; mi sono davvero rotto il cazzo. Qualcosa deve cambiare, altrimenti non so davvero come andiamo a finire.
No, non sto parlando della crisi economica, e neanche della crisi politica in cui l'Italia riversa. Ho così tanta rabbia che mi riesce difficile scrivere: sono arrabbiato perché intorno vedo persone cieche (o accecate), che camminano e si muovono a tastoni, guidate dalla voce del primo pagliaccio urlante che si mette ad urlare.
In Italia non c'è più (c'è mai stato?) SPIRITO CRITICO.
Siamo caduti nel nichilismo più profondo, tutti si sentono in diritto e in dovere di esprimere la loro opinione su qualsiasi argomento senza neanche sapere veramente di cosa si sta parlando. Non conta se tu hai studiato e lavori da anni su quella cosa: la tua voce è una e vale per una. E la tua voce in mezzo ad una folla urlante, in fondo cos'è? Da chi verrà ascoltata? Non verrà ascoltata da nessuno.
Ci saranno però un paio di tizi che urleranno più forte degli altri, e troveranno i primi pecoroni che li ascolteranno e che a loro volta faranno da eco a quelle parole vuote ma dette a gran voce. E così quelle parole si diffonderanno come un virus.
Senza nessuno che controllerà se quelle parole hanno un senso. D'altronde è il web signori: bisogna essere superveloci altrimenti si è perduti. Non conta che le parole abbiano senso, l'importante è che vengano diffuse, e se non lo fai te lo fa qualcun altro, quindi devi essere veloce a farlo altrimenti non sarai più sulla cresta dell'onda. E tutto va avanti così, finché l'onda di cazzate non si infrange sul primo scoglietto.
Ed ecco che riparte una nuova ondata di cazzate: gli attori sono sempre gli stessi, non cambiano. I contenuti? A chi interessa! L'importante è restare sull'onda!!!
Sono giovane, e grazie ai miei "maestri" mi sono creato degli anticorpi molto forti: spirito critico, scetticismo, verifica dei dati. Non che non sia mai caduto in questi facili tranelli, tutt'altro; le lezioni però mi sono servite, ne ho fatto bagaglio, ed ora il mio sistema immunitario è ancora più forte.
Quello che mi chiedo è quand'è che ci siamo lasciati trascinare in questa brutta storia. Chi ci ha trascinato. Chi lo ha permesso. Chi non si è ribellato.
Tornando al titolo, mi sono rotto le palle di leggere stronzate ovunque. Col tempo e grazie a internet ho conosciuto persone molto interessanti, che davvero avrebbero molto da dire e che andrebbero ascoltate.
Ma loro sono persone serie, con un lavoro e delle responsabilità nella vita REALE, e non hanno il tempo ne' la faccia tosta di mettersi a scrivere perché avendo ancora una dignità pensano: perché qualcuno dovrebbe ascoltarmi? Oppure semplicemente hanno già capito che è tutto inutile...
Comunque, queste quattro righe sono per loro, per spronarli a fare qualcosa, perché mai come in questo momento c'è bisogno di persone competenti e per bene.
Mettete a tacere una volta per tutte questi furbetti da quattro soldi intenti a spartirsi le briciole di quello che resta dell'Italia. Datevi da fare, confutateli, ridicolizzateli, riportateli alla loro originaria dimensione. Sgonfiate questi palloni gonfiati.
Crisi economica globale, guerre, smarrimento, perdita di valori... in una parola caos! Non fa per me, a me piace l'ordine, la simmetria delle cose; ma soprattutto mi piace la verità, o almeno è quello che cerco.
lunedì 9 dicembre 2013
venerdì 22 novembre 2013
L'ignoranza
Come vi avevo accennato ho intenzione di cambiare un po' il taglio dei miei articoli: non solo articoli "scientifici", ma anche considerazioni personali buttate giù di getto su qualcosa che mi ha colpito in modo particolare.
Ecco, questo è il taglio di questo articolo.
Non sono un secchione; sono però una persona molto curiosa e desiderosa di conoscere le cose più svariate, non solo in campo medico. Leggo moltissimi libri, almeno 2/3 libri al mese; saggi principalmente.
Non che voglia definirmi una persona colta, tutt'altro (il titolo di questo pezzo la dice lunga...).
Ad ogni modo mi è capitato più di una volta che i miei amici, dopo aver visto un tizio in televisione, un servizio, letto un articolo su internet, mi chiedano se quello che hanno visto, sentito, letto sia vero o no.
La maggior parte delle volte, non so dare una risposta.
La mia risposta tipica è: be' non è proprio così; ancora non è chiaro come o perché tuttavia ci sono buoni indizi....ecc.
Anzi, spesso la mia risposta è un semplice NO! Al che loro mi chiedono: se non è così, allora com'è? E di nuovo la solita risposta vaga che appare tutto tranne che "vera".
E' così che spesso scherzando mi dicono: a Ferazza', tu leggi questo e quello, ti dai tante arie da scienziato; però alla fine com'è che non sai un cazzo? E la discussione "seria" finisce così con una risata.
Questa domanda in realtà nasconde la causa della progressiva sfiducia delle persone nei confronti della scienza, e secondo me è la chiave, il motivo per cui la scienza non è compresa in fondo dal grande pubblico.
Da che mondo e mondo l'uomo si pone delle domande su quello che ha intorno in cerca di risposte. Un tempo l'uomo aveva solo la vista, quindi l'osservazione, e la sua mente, con cui poteva speculare e darsi le risposte alle domande che cercava. E la cosa sembrava funzionare piuttosto bene: la filosofia e la logica facevano il loro lavoro come si deve. Le verità che si estrapolavano erano verità "FORTI" apparentemente.
Poi ad un certo punto nacque il metodo scientifico sperimentale e la tecnologia fece dei progressi da gigante: a questo punto l'uomo aveva dei nuovi strumenti con i quali porre le domande, indagare la natura; solo che cominciò ad accadere qualcosa di inaspettato...
Ogni risposta nuova, andava a rodere in parte le fondamenta di quelle antiche verità, e come se non bastasse ogni risposta si portava con se nuove domande.
Le nuove verità erano quindi più deboli e le cose che non conoscevamo invece di diminuire ad ogni nuova risposta che trovavamo, aumentavano. Più andavamo avanti da un punto di vista scientifico e tecnologico, più ci rendevamo conto di quanto le cose fossero in realtà più complicate e di quanto fossimo ignoranti.
Le cose, purtroppo o per fortuna (io dico per fortuna, sai che noia se già conoscessimo tutto...) stanno ancora così. E da una parte è più facile dire cosa non sia una cosa, piuttosto che cosa essa sia.
La verità è che non abbiamo verità così forti da poter dire in modo certo come stanno le cose. E' un fatto incontrovertibile questo, e alla fine tutti, compresi gli scienziati deterministi più accaniti, devono sbatterci il grugno. E la mia non vuole essere una giustificazione al fatto che spesso non so dare risposte a delle apparentemente semplici domande che mi vengono poste.
Capire questo concetto significa capire davvero la scienza; e sono sicuro che una volta che lo capirete, non potrete non innamorarvi di essa.
Vi lascio infine un link: è un video di una conferenza TED di un professore, un neuroscienziato, Stuart Firestein. Se con le mie parole non sono stato chiaro, sono abbastanza convinto che lui vi farà comprendere quello che voglio dire.
http://www.ted.com/talks/stuart_firestein_the_pursuit_of_ignorance.html
http://on.ted.com/Firestein
Ecco, questo è il taglio di questo articolo.
Non sono un secchione; sono però una persona molto curiosa e desiderosa di conoscere le cose più svariate, non solo in campo medico. Leggo moltissimi libri, almeno 2/3 libri al mese; saggi principalmente.
Non che voglia definirmi una persona colta, tutt'altro (il titolo di questo pezzo la dice lunga...).
Ad ogni modo mi è capitato più di una volta che i miei amici, dopo aver visto un tizio in televisione, un servizio, letto un articolo su internet, mi chiedano se quello che hanno visto, sentito, letto sia vero o no.
La maggior parte delle volte, non so dare una risposta.
La mia risposta tipica è: be' non è proprio così; ancora non è chiaro come o perché tuttavia ci sono buoni indizi....ecc.
Anzi, spesso la mia risposta è un semplice NO! Al che loro mi chiedono: se non è così, allora com'è? E di nuovo la solita risposta vaga che appare tutto tranne che "vera".
E' così che spesso scherzando mi dicono: a Ferazza', tu leggi questo e quello, ti dai tante arie da scienziato; però alla fine com'è che non sai un cazzo? E la discussione "seria" finisce così con una risata.
Questa domanda in realtà nasconde la causa della progressiva sfiducia delle persone nei confronti della scienza, e secondo me è la chiave, il motivo per cui la scienza non è compresa in fondo dal grande pubblico.
Da che mondo e mondo l'uomo si pone delle domande su quello che ha intorno in cerca di risposte. Un tempo l'uomo aveva solo la vista, quindi l'osservazione, e la sua mente, con cui poteva speculare e darsi le risposte alle domande che cercava. E la cosa sembrava funzionare piuttosto bene: la filosofia e la logica facevano il loro lavoro come si deve. Le verità che si estrapolavano erano verità "FORTI" apparentemente.
Poi ad un certo punto nacque il metodo scientifico sperimentale e la tecnologia fece dei progressi da gigante: a questo punto l'uomo aveva dei nuovi strumenti con i quali porre le domande, indagare la natura; solo che cominciò ad accadere qualcosa di inaspettato...
Ogni risposta nuova, andava a rodere in parte le fondamenta di quelle antiche verità, e come se non bastasse ogni risposta si portava con se nuove domande.
Le nuove verità erano quindi più deboli e le cose che non conoscevamo invece di diminuire ad ogni nuova risposta che trovavamo, aumentavano. Più andavamo avanti da un punto di vista scientifico e tecnologico, più ci rendevamo conto di quanto le cose fossero in realtà più complicate e di quanto fossimo ignoranti.
Le cose, purtroppo o per fortuna (io dico per fortuna, sai che noia se già conoscessimo tutto...) stanno ancora così. E da una parte è più facile dire cosa non sia una cosa, piuttosto che cosa essa sia.
La verità è che non abbiamo verità così forti da poter dire in modo certo come stanno le cose. E' un fatto incontrovertibile questo, e alla fine tutti, compresi gli scienziati deterministi più accaniti, devono sbatterci il grugno. E la mia non vuole essere una giustificazione al fatto che spesso non so dare risposte a delle apparentemente semplici domande che mi vengono poste.
Capire questo concetto significa capire davvero la scienza; e sono sicuro che una volta che lo capirete, non potrete non innamorarvi di essa.
Vi lascio infine un link: è un video di una conferenza TED di un professore, un neuroscienziato, Stuart Firestein. Se con le mie parole non sono stato chiaro, sono abbastanza convinto che lui vi farà comprendere quello che voglio dire.
http://www.ted.com/talks/stuart_firestein_the_pursuit_of_ignorance.html
http://on.ted.com/Firestein
martedì 19 novembre 2013
CORDONE OMBELICALE: donarlo o conservarlo?
Questo argomento è particolare e forse non interessa a tutti; anzi, sono convinto che almeno la metà di voi, in quanto di genere maschile, non dovrà mai porsi questa domanda.
Credo tuttavia che sia un esempio reale e concreto, anche abbastanza semplice da comprendere, di come sulla base di mezze falsità e con l'aiuto dei medium attualmente disponibili, si possa creare un vero e proprio business sulla salute. Inoltre, dimostrerò che nonostante viviamo nel "paese delle meraviglie" come dice qualcuno - e a ragione in parte - tutto sommato le leggi ci tutelano anche meglio che in altri paesi dove un eccessivo "liberismo" porta alla proliferazione di vere e proprie cliniche mediche, banche di questo e di quello, che con tutto hanno a che fare tranne che con la medicina e la salute delle persone.
Questo è proprio il caso del business nato dietro alla conservazione del cordone ombelicale.
Ma andiamo per gradi, e cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando; dopotutto nonostante io sia un laureando in odontoiatria sono dovuto andare ad informarmi al di fuori del mio piano di studi per capire bene questo argomento, figuriamo chi nella vita fa tutt'altro.
La prima cosa che ci sarebbe da dire, è che è errato parlare di cordone ombelicale: il cordone ombelicale in sé non ha nessuna proprietà o utilità a fine medico/salutistico una volta che il bambino è nato.
Quello che invece è di gran valore è il tessuto contenuto all'interno: il sangue del cordone ombelicale.
Questo sangue ha un elevato contenuto di cellule non ancora completamente sviluppate, le cellule staminali.
Ad ogni modo nel mondo - e in Italia - sono a lavoro centinaia e centinaia tra scienziati, medici, biologi, informatici, ingegneri e chi ne ha più ne metta affinché forse un giorno si possa arrivare a qualcosa di simile a quanto illustrato prima.
Ok, direte voi, ma allora, in pratica, a cosa serve questo sangue del cordone ombelicale? Da quanto ci hai illustrato te prima sembra che di fatto ad oggi sia quasi inutile...
Assolutamente non è così: le cellule staminali derivate dal sangue del cordone ombelicale possono essere utili per tantissime malattie, ad oggi, e in futuro appunto chissà.
L'uso più frequente di queste cellule sta nella cura di tutte quelle malattie del sistema emopoietico, come la talassemia ad esempio, e quei tumori maligni che richiedono un trapianto di midollo, quindi leucemie e linfomi, ma anche alcune malattie del metabolismo e alcune immunodeficienze.
Si stanno facendo poi numerosi studi su malattie neuro-degenerative, come la sclerosi multipla.
Ecco, credo che a questo punto vi siate potuti fare più o meno un'idea di cosa si sta parlando, ora possiamo finalmente puntare nella direzione finale e proveremo a rispondere alla domanda con la quale ho aperto questo articolo.
Penso che vi siate fatti tutti un'idea di quanto possano essere importanti queste cellule; magari qualcuno di voi, egoisticamente, ha pensato che se avesse a disposizione le sue cellule staminali, e magari un giorno sviluppasse una di queste bruttissime malattie, avrebbe un jolly incredibile da giocarsi nella partita della vita! E a questo punto pensa che quando avrà un figlio invece di donare il cordone ombelicale, sarebbe meglio conservarlo per un eventuale futuro trapianto autologo! Dopotutto perché regalare una cosa a qualcun'altro, quando potrebbe un giorno salvare la vita di mio figlio?
Peccato che in Italia c'è una legge che vieta il trapianto autologo di cellule staminali, e la loro conservazioni per questi scopi. Ed ecco che, proprio ai confini dell'Italia, in paesi dove la conservazione per uso autologo delle cellule staminali è consentito, fioriscono numerosissime "banche del cordone", vere e proprie aziende, con i loro procacciatori, le loro pubblicità e tutto il resto.
Con una cifra che oscilla tra i 2000 e i 5000 euro queste banche vi conservano il sangue cordonale di vostro figlio per una ventina di anni più o meno. Niente male è?!
Si, peccato che è totalmente inutile. Vediamo perché.
Per molte delle malattie che ho accennato sopra, vi è un forte componente genetica nella genesi: le cellule staminali del cordone hanno lo stesso codice genetico di tutte le altre cellule dell'organismo della persona; trapiantare cellule che presentano gli stessi difetti che sono stati concausa della malattia non è proprio un'idea geniale, oltre che è comprovato sia inutile. Le cellule provenienti da un'altra persona invece hanno meno probabilità di avere quelle stesse caratteristiche, quindi sono più sicure e garantiscono un successo maggiore.
In realtà, ci sarebbero delle malattie da cui si potrebbe trarre giovamento anche da cellule autologhe, ma anche in questi casi conservare le cellule in banche del cordone private, non ha senso: stiamo parlando di trapianti, effettuati su persone molto malate; anche il più piccolo problema può essere fatale. E' per questo che nelle "banche pubbliche" la conservazione del sangue cordonale ha degli standard di accettazione e di conservazione elevatissimi, che solo una struttura pubblica può garantire. Di fatto, ad oggi nessun campione di sangue cordonale conservato in una banca privata è stato utilizzato sul suolo italiano perché non rispettava gli standard richiesti.
Quindi: conservare il sangue cordonale in una banca del cordone privata all'esterno? NO.
L'alternativa che ci resta è quella di donare il sangue cordonale.
Donare il sangue cordonale del proprio bambino è davvero un gesto di generosità e di umanità, per diversi motivi: per prima cosa questo sangue potrà essere usato per curare qualche persona malata; se mai non venisse usato per curare qualcuno verrà come usato a scopo scientifico per la ricerca medica.
Se tutte le mamme donassero il sangue cordonale dei propri figli, ce ne sarebbe a disposizione di più; la stessa cosa che accade con la donazione del sangue: se tutti lo donassero (chi può naturalmente), ce ne sarebbe tanto, e se magari un giorno servisse anche a me, non avrei problemi a trovarlo...
La generosità è cosi: ti torna indietro nel vero momento del bisogno.
Ad oggi, con le donazioni italiane è stato possibile salvare circa 30000 persone nel mondo (esiste una banca dati mondiale per il cordone ombelicale).
E le strutture andrebbero potenziate ancora di più: ho letto di più di una neo-mamma intenzionata a donare il cordone ombelicale del proprio figlio, che si è vista rifiutare la proposta per i motivi più disparati... E' necessaria una sensibilizzazione a livello nazionale su questa pratica affinché si possa diffondere e radicare nella nostra cultura.
Con questo articolo mi ero dato un duplice obiettivo: da un lato mette in guardia dalle pratiche truffaldine messe in piedi dalle banche del cordone; dall'altro mette in luce l'importanza della donazione del cordone ombelicale. Non è stato un argomento facile, ma spero che abbiate apprezzato i miei sforzi nel tentare di fare un po' di chiarezza su questo argomento, in modo semplice, veloce, e spero anche simpatico.
giovedì 14 novembre 2013
cambiamento...
Ne è passato di tempo dall'ultimo post; purtroppo esami, reparti e tesi non mi danno tregua e il tempo a disposizione per poter scrivere qualcosa si è ridotto a zero.
Non ho smesso però di pensare a questo blog: a cosa dovesse rappresentare, di cosa dovrebbe parlare; mi sono appuntato e ho abbozzato decine di temi caldi su cui potrei scrivere un pezzo. Questo fatto rende ancora più frustrante il fatto che non abbia il tempo per poter scrivere quello che voglio.
Mi piace scrivere, e ne sento il bisogno. Mettere nero su bianco i miei pensieri, le mie idee, quello che mi è successo in quella determinata situazione e come ho risolto il problema mi aiuta a fare chiarezza. Finché le parole restano ammassate nella mia mente in modo confuso non riesco a mettere a fuoco e a prendere la mira. Quando mi siedo e prendo un foglio e una penna, oppure mi metto davanti al mio pc, qualcosa cambia: dentro di me sento una voce che mi narra la storia che devo scrivere, ed è così che di primo acchitto tutte quelle parole sconfusionate cominciano a prendere un ordine dotato di senso proprio. In fondo non sono le parole ad avere il significato, ma il come queste siano distribuite nello spazio e nel tempo. Sono le connessioni che portano significato.
Cambiamento dicevo...
Non sono più convinto che "Pensiero Scientifico" sia il titolo adatto al mio blog; non è più quello di cui voglio parlare. O meglio non è solo di quello.
Ho cominciato a scrivere questo blog perché credevo che potessi dare un piccolo contributo al web e a chi lo abita condividendo quello che ho studiato nell'arco della mia formazione accademica ma sopratutto extra-accademica.
Il blog ha più o meno un anno di vita e in questo anno sono stato capace di pubblicare appena una ventina di post, quando invece giornalmente mi imbatto in decine di argomenti e situazioni che meriterebbero di essere raccontate.
Questo modo, il mio vecchio modo di fare blog, ha fallito. Non sono un "professionista della rete", non ho tutte le competenze necessarie per poter portare avanti qualcosa di così grande. Mi piacerebbe molto, ma non è quello che farò.
Mi sono reso conto, mi sto rendendo conto, che quello di cui c'è bisogno è qualcosa di diverso che di un sito chiamato "pensiero scientifico", ampolloso, che parla di cose noiose per la maggior parte della gente ma che sopratutto sono apparentemente inutili.
Ancora non mi è ben chiaro cosa diventerà Pensiero Scientifico: forse per quello che vorrei fare mi può bastare il mio account di facebook e twitter; forse è così. Mi spiacerebbe però che le mie fatiche vadano a disperdersi nella mischia: faccio tanta fatica per estrarli dal caos nella mia testa, li ordino, per poi immetterli in un nuovo caos, seppur di livello superiore al primo?
Ho tante idee per la testa e tanti progetti.
Non ho smesso però di pensare a questo blog: a cosa dovesse rappresentare, di cosa dovrebbe parlare; mi sono appuntato e ho abbozzato decine di temi caldi su cui potrei scrivere un pezzo. Questo fatto rende ancora più frustrante il fatto che non abbia il tempo per poter scrivere quello che voglio.
Mi piace scrivere, e ne sento il bisogno. Mettere nero su bianco i miei pensieri, le mie idee, quello che mi è successo in quella determinata situazione e come ho risolto il problema mi aiuta a fare chiarezza. Finché le parole restano ammassate nella mia mente in modo confuso non riesco a mettere a fuoco e a prendere la mira. Quando mi siedo e prendo un foglio e una penna, oppure mi metto davanti al mio pc, qualcosa cambia: dentro di me sento una voce che mi narra la storia che devo scrivere, ed è così che di primo acchitto tutte quelle parole sconfusionate cominciano a prendere un ordine dotato di senso proprio. In fondo non sono le parole ad avere il significato, ma il come queste siano distribuite nello spazio e nel tempo. Sono le connessioni che portano significato.
Cambiamento dicevo...
Non sono più convinto che "Pensiero Scientifico" sia il titolo adatto al mio blog; non è più quello di cui voglio parlare. O meglio non è solo di quello.
Ho cominciato a scrivere questo blog perché credevo che potessi dare un piccolo contributo al web e a chi lo abita condividendo quello che ho studiato nell'arco della mia formazione accademica ma sopratutto extra-accademica.
Il blog ha più o meno un anno di vita e in questo anno sono stato capace di pubblicare appena una ventina di post, quando invece giornalmente mi imbatto in decine di argomenti e situazioni che meriterebbero di essere raccontate.
Questo modo, il mio vecchio modo di fare blog, ha fallito. Non sono un "professionista della rete", non ho tutte le competenze necessarie per poter portare avanti qualcosa di così grande. Mi piacerebbe molto, ma non è quello che farò.
Mi sono reso conto, mi sto rendendo conto, che quello di cui c'è bisogno è qualcosa di diverso che di un sito chiamato "pensiero scientifico", ampolloso, che parla di cose noiose per la maggior parte della gente ma che sopratutto sono apparentemente inutili.
Ancora non mi è ben chiaro cosa diventerà Pensiero Scientifico: forse per quello che vorrei fare mi può bastare il mio account di facebook e twitter; forse è così. Mi spiacerebbe però che le mie fatiche vadano a disperdersi nella mischia: faccio tanta fatica per estrarli dal caos nella mia testa, li ordino, per poi immetterli in un nuovo caos, seppur di livello superiore al primo?
Ho tante idee per la testa e tanti progetti.
domenica 20 ottobre 2013
E' NATURALE? Cosa vuoi che faccia?!
![]() |
| Classico esempio di pubblicità ispirata al naturale... |
La nostra società è la società del benessere: l'aspettativa di vita media è molto alta e sta salendo sempre di più tant'è che chi sta nascendo in questo momento ha un aspettativa di vita di oltre 100 anni! Invecchiamo più lentamente in modo qualitativamente migliore rispetto a 50 anni fa, tant'è che quando i miei genitori avevano la mia età si rivolgevano ai cinquantenni come oggi io mi rivolgo ai settantenni. Oggi a 50 anni ci si sente dei pischelli: i figli sono ormai abbastanza grandi da pensare a loro stessi la maggior parte del tempo, il lavoro è ingranato, e si ha tanto tempo a disposizione. Alcuni lo usano per tornare a fare quello che facevano da giovani, vanno in discoteca, magari con i loro figli o con le loro figlie (quante mamme escono con le proprie figlie?). Altri invece, decidono di salire per la prima volta nella loro vita su una bicicletta da corsa; altri ancora si allenano per partecipare ad una maratona...
Al di là delle motivazioni che spingono queste persone a compiere queste gesta - paura di invecchiare, voler dimostrare a tutti i costi di valere ancora qualcosa, di non essere uno scarto della società; dimostrare ai giovani che la loro pelle è cara da vendere - sicuramente cose del genere erano impensabili fino a qualche decina di anni fa.
![]() |
| Come il cittadino medio crede vengano preparati i rimedi naturali... |
![]() |
| Come vengono preparati per davvero. |
Dicevo, viviamo nella società del benessere. La maggior parte del benessere di cui godiamo lo dobbiamo al progresso scientifico e quindi tecnologico che ne consegue. Progresso che nel secolo passato ha fatto dei passi da gigante senza esagerare, di più. La velocità dei trasporti, la facilità di accesso alle risorse, il web, la democrazia, la disponibilità di farmaci oserei dire "miracolosi" hanno fatto si che l'uomo potesse addirittura scordarsi di cosa significasse sopravvivere. Eppure non tanto tempo prima le persone morivano come mosche: bastava una ferita alla gamba e te ne andavi per una setticemia; la tubercolosi mieteva moltissime vittime sopratutto negli ospedali con delle epidemie che potevano colpire tutti i degenti; la gravidanza era una pratica rischiosissima ed avere un fratellino morto durante il parto era piuttosto normale; i vaccini non erano disponibili e malattie come difterite e poliomielite scatenavano il panico. Solo i nostri nonni o chi di noi ha più di 70 anni portano dentro di loro le memorie di questi fatti.
Questo benessere dura da talmente tanto che ad un certo punto, qualcuno di noi si è convinto che il benessere non sia l'epifenomeno del progresso scientifico e tecnologico, frutto del lavoro delle menti più brillanti del pianeta, ma semplicemente la condizione naturale dell'uomo. L'uomo nascerebbe naturalmente sano, e la malattia è un evento accidentale, un intralcio, che ostacola il nostro naturale vivere in salute.
Poveri ingenui: non solo dimostrano di non avere la minima conoscenza della biologia; di sicuro non sanno neanche cosa sia la selezione naturale e figuriamoci l'evoluzione! Sebbene siano passati diversi secoli c'è ancora qualcuno che è convinto che l'uomo sia al centro del mondo e che tutto giri intorno a lui! Ormai anche la Chiesa ha issato bandiera bianca...
Contestualmente a questi visionari in preda a chissà quali fumi sono comparsi i "nuovi anarchici" (probabilmente sono le stesse persone), quelli contro il sistema; quelli che "il sistema è corrotto"; quelli che "le case farmaceutiche sono in combutta con le case petrolifere e con le grandi multinazionali del tabacco per conquistare il mondo!"; quelli che "i farmaci non ti guariscono e non ti fanno stare bene, anzi ti fanno ammalare e ti rendono schiavo del sistema, che è corrotto e che è in mano alle grandi multinazionali che se lo spartiscono!"
Ed è così che rispuntano fuori i rimedi naturali, gli integratori, sostanze derivate ed estratte direttamente dalle piante senza processi chimici e quindi naturali e sani, da usare al posto dei "classici" farmaci (come se i farmaci esistessero da sempre...) prodotti nei laboratori chimici delle case farmaceutiche. Questi rimedi si rifarebbero a tradizioni che si perdono nel passato, trasmesse da nonna a mamma a figlia , e quindi attingono da una chissà quale "saggezza antica" (altro tema pre-copernicano come quello dell'antropocentrismo).
Ovviamente questo processo è stato lento e a più gettate, variegato da mille sfaccettature: è stato un attacco a più fronti. E sebbene la maggioranza della popolazione non crede ai complotti mondiali e si curi in modo "classico", il virus ha comunque fatto i suoi danni.
Ci sarà allora la persona che a partire da ottobre comincia a bombardarsi di vitamina C perché stimola il sistema immunitario e protegge dai raffreddori e dall'influenza (devo commentare?); oppure chi si spacca il fegato con integratori a base di vitamina A ed E per combattere i radicali liberi (questo è il link dove ne parlo); alcune mamme prepareranno le più strane tisane ai loro bambini; o li caricheranno di granuli omeopatici perché non fanno male ma la farmacista mi ha detto che fanno tanto tanto bene.
Tutto questo si traduce in un mercato che in Europa vale la bellezza di 2000000000 (due miliardi!!!) di euro l'anno, con una stima mondiale di almeno otto miliardi di dollari annui. Non male però! Sono un bel po' di soldini è?
La cosa più fantastica di tutto ciò è che sebbene tutti questi intrugli vengano usati dal cliente come fossero una medicina alternativa, ognuno quindi con le sue indicazioni ufficiose, per la legge sono degli alimenti. I rigorosi controlli effettuati sui farmaci non sono di casa in questo settore. Tant'è che molte case farmaceutiche hanno visto il business e hanno creato le loro aziende con marchio diverso che vendono i vari integratori alimentari, preparati erboristi o come si chiamano.
Ora non è mia intenzione bocciare in toto queste sostanze, alcuni prodotti sono efficaci e funzionano tanto quanto l'equivalente farmacologico, che comunque presentano dei vantaggi in termini di costo, produzione, sicurezza. Il problema non è tanto sulla sostanza, ma su come quella sostanza dalla pianta arrivi nella tua bocca.
Controlli meno accurati significano un prodotto di qualità inferiore, fino a significare addirittura prendere una cosa per un altra. Potrebbe accadere che un'azienda di integratori alimentari7rimedi/ecc., per far si che il suo prodotto sia efficace, aggiunga al prodotto una certa quantità della sostanza farmacologica che ha proprio quegli effetti desiderati. In questo modo il prodotto funziona, apparentemente è naturale - quindi sano e privo di effetti collaterali - e le vendite esplodono!
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| Questa simpaticissima ranocchia delle dimensioni di un unghia ha tanto veleno naturale sulla sua pelle da uccidere una decina di persone... |
![]() |
| Ecco a voi il naturalissimo cobra, che con un morso può uccidere una mucca. Il suo veleno è la cosa più naturale che possa immaginare, eppure... |
Questa pratica è ben nota sia agli enti garanti sia alle aziende, e prende il nome di adulterazione.
Vediamo meglio cosa sono questi adulteranti allora:
Gli
adulteranti sono sostanze che possono essere aggiunte intenzionalmente al prodotto per
aumentare la massa del prodotto, per ridurre i costi di manifattura o per
qualche altro motivo illegale, ad esempio per aumentare l’efficacia del prodotto.
Le sostanze aggiunte non vengono elencate in etichetta poiché non ci sono dei
controlli mirati. Vari e non dichiarati composti sono stati trovati in prodotti
marchiati. Nei “supplementi dietetici”, per esempio, sono stati inclusi
anticoagulanti, anticonvulsivanti, antinfiammatori tipo FANS, betabloccanti.
Altre
sostanze adulteranti riguardano quelle impiegate per la perdita di peso (come
l’efedra) o per la crescita muscolare come gli steroidi anabolizzanti che
colpiscono il sistema cardiovascolare, la salute mentale e sono associati con
un aumento del rischio di cancro.
Segnalazioni
di aggiunte fraudolente vengono registrate comunemente negli stati membri
dell’Unione Europea. Per smascherare le adulterazioni occorre un attento lavoro
di analisi. I sofisticatori conoscono bene le metodologie applicate
dall’autorità predisposte al controllo; adottano di conseguenza, strategie per
non essere scoperti.
I
controlli devono essere mirati e rapidi nell’azione: spesso i produttori quando
sanno che stanno per essere scoperti, ritirano dal mercato tutti i lotti
adulterati, rimpiazzandoli con lotti privi di addizionanti di sintesi, per
risultare puliti durante l’ispezione.
Nel
maggio 2013 il NRW CENTRE FOR HEALTH, L7G.NRW di Munster Germania ha segnalato
attraverso un sistema denominato HMA WGEO
RAPID ALERT, la commercializzazione su internet di un prodotto
classificato come medicinale in Germania, classificabile anche come integratore
alimentare, con effetti dimagranti denominato “Pure Caffeine 200 mg”. Prodotto
in forma di compresse è stato analizzato in Germania e contiene 296 mg di DNP
(2,4 – dinitrofenolo). Il DNP è una sostanza utilizzata come brucia grassi
altamente tossico. La dose letale è di 1000 - 3000 mg (circa 4 – 10 compresse)
e da luogo ad accumulo nell’organismo. Nel 2008 sono stati riportati casi di
morte dopo un consumo di 600 mg/giorno per quattro giorni.
Non si
conoscono antidoti salva vita e non è possibile salvare il paziente dopo
intossicazione con una dose letale. Questo è un esempio della pericolosità
degli integratori vegetali, dovuta alla sofisticazione; non è da
sottovalutare comunque la pericolosità intrinseca.
Spaventoso é!
Ora voglio parlarvi del caso più interessante, emblematico direi, di adulterazione.
Tra i
molti casi di adulterazione, sostituzione di prodotti, modifiche, tutti casi
tendenti all’aumento dell’efficacia, il caso Jinshenkang appare molto
interessante ed è un esempio significativo per indirizzare il consumatore
finale, verso un utilizzo più consapevole e sicuro di prodotti erboristici.
Molti
pericoli derivano dalle modalità di impiego di questi prodotti, e dall’idea che
un prodotto erboristico sia totalmente sicuro.
Tuttavia
come accennato, le sostanze naturali possono essere pericolose.
Nel
frattempo dai report di vigilanza è emerso che un grande pericolo nasce
dall’uso di sostanze naturali associate
a sostanze di sintesi.
I
produttori disonesti usano cambiare spesso la composizione giocando sul fattore
velocità. Un occhio esperto, studiando l’HPTLC è in grado di raccogliere indizi
di adulterazioni, portando avanti ulteriori studi.
Come è
noto la maggior parte dei problemi è generato dai prodotti reperibili su
internet.
Le
alternative naturali al Viagra, per trattare l’impotenza, si acquistano con
facilità. Ci sono stati casi emblematici di adulterazioni intenzionali.
Lo
studio effettuato sul prodotto denominato “Jishenkang”, o the sessuale, ha
analizzato il prodotto ampiamente reperibile su siti internet.
![]() |
| Eccolo qui il famosissimo the sensuale Jinshenkang! |
Il
prodotto composto da erbe, promette una rapida risoluzione di problematiche di
natura sessuale, sia per maschi che per femmine, senza alcun effetto
collaterale.
La
composizione studiata è caratterizzata da diverse piante considerate afrodisiache,
inoltre contiene il ginseng asiatico.
In
Spagna dove è stata effettuata una prima analisi, il prodotto è risultato privo
di adulterazioni. Contrariamente studi di HPTLC mostravano una grande macchia
sospetta a 366 nm sotto la lampada UV.
![]() |
| Comparazione tra Jishenkong e inibitori delle fosfodiesterasi peniene. |
Il suo
valore RF era molto simile a quello del sildenafil e vardenafil, inibitori
delle fosfodiesterasi-5, approvati come farmaci per il trattamento
dell’impotenza e disfunzione erettile. La sensibilità dell’analisi HPTLC, aveva escluso queste sostanze, anche
l’analisi densitometrica ha mostrato differenti assorbimenti UV.
Procedendo
con una semplice estrazione con acetato di etile, è stata possibile la
rimozione della sostanza dalla composizione. Questa sostanza nello spettro NMR è stata identificata come thiosildenafil.
L’analisi del
prodotto nel 2008 evidenziava la presenza di sildenafil (Viagra) ; l’analisi del prodotto nel 2009 ha portato l’attenzione sulla presenza di
thiosildenafil, che si differenzia nella struttura, rispetto al sildenafil per uno zolfo al posto di ossigeno: questo
stratagemma è stato volontariamente eseguito per bypassare i controlli.
Sildenafil, vardenafil
e tedanafil, tutti inibitori di PDE-5 ,sono stati approvati come farmaci anti-impotenza per il trattamento delle disfunzioni erettili. Sono farmaci
prescrivibili solo dal medico e somministrabili sotto supervisione medica.
Sostanze
naturali contaminate, possono dunque generare gravi problemi di salute, come
compromissione della funzione cardiocircolatoria. Secondo le conoscenze
attuali, ben 8 sostanze, derivate dalle molecole classiche inibitori di PDE-5,
ma con struttura modificata in piccola parte, sono state sintetizzate per
eludere i controlli (tra cui il tiosildenafil), e risultano circolanti
liberamente nel mercato.
Ecco, questa è la realtà dei rimedi naturali. Non ho altro da dire.
Ognuno è libero di tirare le proprie conclusioni.
PS.
Devo assolutamente ringraziare il mio amico Alessandro Garufi che mi ha messo a disposizione la maggior parte del materiale senza il quale questo articolo non sarebbe stato possibile.
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venerdì 18 ottobre 2013
Quando è troppo è troppo!
Mai avrei pensato di toccare questo argomento sul mio blog, ma le circostanze attuali mi "costringono" ad esprimere il mio rammarico e le mie preoccupazioni per quanto sta accadendo.
Chi di voi mi conosce personalmente, sa molto bene come la penso sul cattolicesimo e sulle religioni intese come dottrine e istituzioni; non per questo ho mai deciso di intraprendere una crociata contro le religioni e parlare male di questo o quell'aspetto -e tanto ci sarebbe da dire. Ognuno è libero di credere a ciò che vuole nel suo privato, senza rompere le balle al prossimo detto in modo molto franco. Anzi, mi ero quasi fatto ammaliare anche io da questo nuovo Papa simpaticone e amico e di tutti, che scende tra la gente, chiama le persone al telefono... Insomma niente a che vedere col vecchio e scorbutico Papa Ratzinger!
Però, perché c'è sempre un però, anche lui sebbene infallibile secondo i suoi ha fatto il passo più grande della gamba.
Quello che mi perplime di più è che davvero in pochi -da quello che ho visto sui vari media- si sono lamentati dell'accaduto.
-Va bene Marco! Scusa tanto ma te la stai tirando un casino mi vuoi spiegare di cosa stai parlando? Si può sapere cosa è successo?
Sì, sì! Scusatemi; avete ragione voi mi sto perdendo in mille chiacchiere!
Dicevo, come è ormai noto a tutti il Ministro della Salute ha bocciato definitivamente il così conosciuto "Metodo Stamina". E così, tra un appello televisivo e una manifestazione con bare bianche e bambole di pezza di uno squallore inimmaginabile, pareva che la questione si stesse dirigendo finalmente dopo mesi di dibattiti verso gli archivi delle "buffonate all'italiana"...
E invece... nella puntata di martedì scorso di le iene è stato riportato il fatto che il Papa -come vuole questa nuova tradizione che ha inaugurato- abbia chiamato i genitori di due bambini affetti da malattie neuro-degenerative e abbia dichiarato che avrebbe parlato con il Ministro per vedere se si poteva fare qualcosa.
Questo è uno dei tanti articoli che riporta la notizia link
So che il mio disappunto non sarà compreso da tutti e ani qualcuno si sentirà offeso e si risentirà per quello che sto scrivendo, non posso però chiedere scusa perché dico la verità e perché qualcuno non riesce ad accettarlo.
Come può, proprio il Papa, mettere bocca su una cosa che riguarda in primis la scienza, e nello specifico le cellule staminali?! Che fa, soffre di memoria corta? Non si ricorda cosa è accaduto l'ultima volta che la chiesa si è immischiata nella scienza?
Non si ricorda che è colpa della chiesa che in Italia non si fa ricerca con le cellule embrionali?
Devo continuare?
Ora, a me va bene che tu faccia l'amicone è il simpaticone...
Però -come diciamo a Roma- France', nun t'allarga' troppo!
Chi di voi mi conosce personalmente, sa molto bene come la penso sul cattolicesimo e sulle religioni intese come dottrine e istituzioni; non per questo ho mai deciso di intraprendere una crociata contro le religioni e parlare male di questo o quell'aspetto -e tanto ci sarebbe da dire. Ognuno è libero di credere a ciò che vuole nel suo privato, senza rompere le balle al prossimo detto in modo molto franco. Anzi, mi ero quasi fatto ammaliare anche io da questo nuovo Papa simpaticone e amico e di tutti, che scende tra la gente, chiama le persone al telefono... Insomma niente a che vedere col vecchio e scorbutico Papa Ratzinger!
Però, perché c'è sempre un però, anche lui sebbene infallibile secondo i suoi ha fatto il passo più grande della gamba.
Quello che mi perplime di più è che davvero in pochi -da quello che ho visto sui vari media- si sono lamentati dell'accaduto.
-Va bene Marco! Scusa tanto ma te la stai tirando un casino mi vuoi spiegare di cosa stai parlando? Si può sapere cosa è successo?
Sì, sì! Scusatemi; avete ragione voi mi sto perdendo in mille chiacchiere!
Dicevo, come è ormai noto a tutti il Ministro della Salute ha bocciato definitivamente il così conosciuto "Metodo Stamina". E così, tra un appello televisivo e una manifestazione con bare bianche e bambole di pezza di uno squallore inimmaginabile, pareva che la questione si stesse dirigendo finalmente dopo mesi di dibattiti verso gli archivi delle "buffonate all'italiana"...
E invece... nella puntata di martedì scorso di le iene è stato riportato il fatto che il Papa -come vuole questa nuova tradizione che ha inaugurato- abbia chiamato i genitori di due bambini affetti da malattie neuro-degenerative e abbia dichiarato che avrebbe parlato con il Ministro per vedere se si poteva fare qualcosa.
Questo è uno dei tanti articoli che riporta la notizia link
So che il mio disappunto non sarà compreso da tutti e ani qualcuno si sentirà offeso e si risentirà per quello che sto scrivendo, non posso però chiedere scusa perché dico la verità e perché qualcuno non riesce ad accettarlo.
Come può, proprio il Papa, mettere bocca su una cosa che riguarda in primis la scienza, e nello specifico le cellule staminali?! Che fa, soffre di memoria corta? Non si ricorda cosa è accaduto l'ultima volta che la chiesa si è immischiata nella scienza?
Non si ricorda che è colpa della chiesa che in Italia non si fa ricerca con le cellule embrionali?
Devo continuare?
Ora, a me va bene che tu faccia l'amicone è il simpaticone...
Però -come diciamo a Roma- France', nun t'allarga' troppo!
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mercoledì 16 ottobre 2013
AGGIORNAMENTO: un nuovo studio assolve le onde elettromagnetiche dei cellulari.
Nulla di certo e di definitivo, certo, ma credo che potremmo dormire tutti un po' più tranquilli.
L'Agenzia Sanitaria Nazionale Francese ha incaricato un gruppo di 16 scienziati di analizzare le centinaia di studi presenti in letteratura scientifica realizzati sull'argomento, e dopo due anni di lavoro sono arrivati alla conclusione che non sussiste nessun indizio di aumento dell'incidenza di tumori, sopratutto cerebrali, correlati all'uso di strumenti ad emissione di onde elettromagnetiche a radiofrequenza (i telefonini insomma). Questo tipo di lavoro può essere assimilabile ad una "Revisione Sistematica", che come vi ho spiegato qualche post fa rappresenta il massimo livello di evidenza scientifica -assieme alla Metanalisi.
Il risultato di questo studio è un risultato importante e sicuramente ne dovremmo tenere conto. Ad ogni modo in tutto il mondo si stanno svolgendo e si svolgeranno negli anni a seguire decine di studi che comprenderanno dei campioni numerosissimi; manca poco quindi al momento in cui potremmo mettere una piega sopra questo dibattito.
Mi sento comunque di consigliarvi di essere premurosi nei confronti dell'uso dei telefoni nei confronti dei più piccoli, in quanto effettivamente si hanno pochi dati su di loro.
Alla prossima,
MF.
L'Agenzia Sanitaria Nazionale Francese ha incaricato un gruppo di 16 scienziati di analizzare le centinaia di studi presenti in letteratura scientifica realizzati sull'argomento, e dopo due anni di lavoro sono arrivati alla conclusione che non sussiste nessun indizio di aumento dell'incidenza di tumori, sopratutto cerebrali, correlati all'uso di strumenti ad emissione di onde elettromagnetiche a radiofrequenza (i telefonini insomma). Questo tipo di lavoro può essere assimilabile ad una "Revisione Sistematica", che come vi ho spiegato qualche post fa rappresenta il massimo livello di evidenza scientifica -assieme alla Metanalisi.
Il risultato di questo studio è un risultato importante e sicuramente ne dovremmo tenere conto. Ad ogni modo in tutto il mondo si stanno svolgendo e si svolgeranno negli anni a seguire decine di studi che comprenderanno dei campioni numerosissimi; manca poco quindi al momento in cui potremmo mettere una piega sopra questo dibattito.
Mi sento comunque di consigliarvi di essere premurosi nei confronti dell'uso dei telefoni nei confronti dei più piccoli, in quanto effettivamente si hanno pochi dati su di loro.
Alla prossima,
MF.
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